A light to remember the ancestors of Friulanity

FOGOLÂR CIVIC press release (to the Italian press) – Udine, 14 November 2019

UN LUME AL BALCONE DI CASA PER RICORDARE L’OBLIATO VALORE DEI PADRI CARNI SCONFITTI DAI ROMANI DI SCAURO

Il 15 novembre 2019, il Fogolâr Civic celebrerà a Udine la “Zornade del Civiltât Furlane”, anniversario etnogenetico della friulanità, a 2134 anni dalla disfatta dei Celti locali, sottomessi e integrati da Roma. Il presidente prof. Travain: “Ricordiamo l’ignoto eroismo di chi ci ha preceduti: i friulani di oggi vadano pure in gran parte al diavolo!”.

“No, non si tratta del solito festival, del solito convegno, del solito concorso, del solito concerto, del solito spettacolo, della solita sagra, della solita messa, del solito libro, messi in cantiere ovvero promossi, quando va bene, dalle Istituzioni legalmente preposte alla tutela della lingua e della cultura friulane, occasioni ridondanti il cui fallimento socioculturale è da molti anni oramai sotto gli occhi di tutti, riducendosi gradualmente sempre più al lumicino gli spazi in cui, nell’ordinario quotidiano, la friulanità ha ancora campo onorevole o semplicemente cittadinanza. A quel fallimento la nostra ‘Zornade de Civiltât Furlane’ non si propone certamente di ovviare, meritando, infatti, i friulani di oggi l’annullamento o il declassamento identitario al quale la stragrande maggioranza di questi si è spontaneamente ed inesorabilmente votata, in particolare attraverso una becera e disinvolta rinuncia alla lingua popolare storica del territorio. E, qui, proprio non c’entrano gli immigrati e non c’entra nemmeno il Governo di turno! C’entra quel popolo oggi niente affatto ‘batût’ ma ‘cjastron’, autodeterminato ogni giorno nel proprio vile tradimento della ‘marilenghe’. E la nostra ‘Zornade de Civiltât Furlane’ non vuole farsi sponda per furbeschi piagnistei invocanti una maggior tutela che la maggioranza dei friulani – fior di laureati o comunque non esclusi da una formazione e da esperienze sufficienti a renderli culturalmente autocoscienti – intimamente non chiede e ancor meno si propone di attuare e utilizzare concretamente, a differenza, invece, di eventuali correlati finanziamenti, infimi od ingenti eppur sempre graditi! I friulani di oggi, quindi, gran parte, vadano pure al diavolo: hanno ciò che meritano la loro ignavia, il loro bovarismo, il loro opportunismo! Questa nostra ‘Zornade de Civiltât Furlane’ non è dedicata certamente a loro, bensì alle radici di ciò che, altrimenti maturato e sviluppato, poteva davvero generare una piccola civiltà esemplare, contributo concreto al bene comune dell’Umanità in questa parte di mondo! Personalmente, mi basta notare come, nelle scuole del Friuli di oggi, i peggiori nemici della friulanità – uso termine adatto – siano genitori, docenti e dirigenti friulani DOC! I friulani di oggi non hanno scuse e non hanno spalle sulle quali piangere, se non le proprie! Il punto è che nemmeno piangono poiché sono, infatti, contenti così! Istituzionalmente il Friuli non esiste, ma ciò che è peggio è che esiste poco anche in larga parte dei cuori dei friulani. Certamente, in giro si vedono più bandiere friulane di quante se ne potessero vedere un tempo, ma le bandiere, che pur sono simboli, sono anche mute ed i sentimenti che possono esprimere sono i più vari e contradittori. Le tante bandiere friulane allo stadio forse significano friulanità quotidiana cosciente, militante, attiva? Amiamo cullarci nell’illusione, alimento di tanto velleitarismo, imperversante anche in campo friulanista! Questa ‘Zornade de Civiltât Furlane’, commemorativa dell’evento etnogenetico fondamentale della friulanità ovvero la fusione tra culture latina e celtica seguita a fasi controverse dell’invasione romana dell’antica regione gallo-carnica o ‘Carnorum Regio’, invasione siglata nel 115 a.C. da uno specifico trionfo militare del console quirita Marco Emilio Scauro che internazionalmente ora certa vulgata informatica rimanda a fantomatico scontro del 15 novembre di quello stesso anno, vorremmo fosse intima occasione per ricordare le dolorose e nobili radici da cui procede l’identità di questa nostra terra che lo Stato italiano tutela mentre larga parte della nostra gente ogni giorno accantona e ricusa oltre le necessità di una vita globalizzata! Solamente un lume, dunque, al balcone di casa, per ricordare i tanti valorosi guerrieri uccisi o trascinati in catene dietro un carro trionfale romano, le donne oltraggiate, i bambini rapiti e ridotti in schiavitù, la gente umiliata, le sofferenze, la prigionia, la deportazione, la vicenda tragica da cui deriva il nucleo originario della nostra piccola nazione, vicenda ignota cui solo la penna di un grande scrittore saprebbe facilmente rendere giustizia. Alla libera iniziativa dei pochi ancora capaci di sentimenti forti e gratuiti verso l’Umanità che ci ha preceduti in questo angolo o crocevia di mondo si offrono, così, una scusa ed un’opportunità per metterci del proprio, ricordando senz’altro che se la friulanità contemporanea è figlia, degenere o meno, di remoti vincitori e vinti, ovviamente a questi ultimi va l’omaggio più deferente e partecipato!”. Con questa lunga ed amara nota, il presidente del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, prof. Alberto Travain, ha annunciato la seconda edizione dell’iniziativa “Zornade de Civiltât Furlane”, inaugurata nel 2018. Un appello elettronico, diffuso soltanto in lingua locale a mezzo stampa e social, in calce all’epigrafe “115 p.d.C. – 2019, 15 di Novembar: Zornade de Civiltât Furlane par memorie dai basavons carnics batûts dai vons romans za fa 2134 agns, lidrîs dolorose di lenghe e nazion ladinis dal Friûl”, ha ribadito il concetto con un esplicito richiamo: “Furlans, ricuardaitsi dai prins vuestris paris cuntune lum sul barcon di cjase, par rispiet di trop che a àn scugnût scombati!”. Mortifera inclinazione verso il passato o testimonianza di radicamento di un auspicato futuro migliore?

FOGOLÂR CIVIC – ZORNADE DE CIVILTÂT FURLANE 2019

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