EuroAquileienses 23.10.2021/I (fur)

Note FOGOLÂR CIVIC pe stampe taliane – Udin, 23 Otubar 2021

FUR-LANS: NO SO-TANS!” OVVERO LA RISCOSSA DEL POPOLO DEL “COMANDI”

Attraverso i pacifici moti No Gree Pass passa anche il riscatto di una gente troppo abituata ad obbedire. Applauditi bandiere e slogan della rappresentanze friulaniste intervenute alla grande manifestazione popolare di Udine del 22 ottobre 2021. Presente anche delegazione del movimento culturale del Fogolâr Civic con la bandiera purpurea da combattimento della Friulanità. Il presidente fogolarista prof. Travain: “Storia e cultura al servizio delle civiche libertà, altrimenti solo orpelli inutili!”.

Fur-lans: no so-tans!”. Scandendo il grido “Friulani: non sudditi!” nella più bella “marilenghe” friulana, una delegazione del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, guidata dal battagliero presidente sociale prof. Alberto Travain, recante personalmente la cosiddetta “bandiere di vuere dal Friûl”, scarlatta con l’aquila d’oro, ha preso parte al corteo di protesta del popolo friulano svoltosi a Udine, il 22 ottobre 2021, contro l’imposizione governativa italiana del Green Pass nei luoghi di lavoro. Con quel motto, fatto, a un certo punto, proprio anche dalla folla partecipante alla manifestazione, “non abbiamo inteso dare del ‘suddito’ ai concittadini che hanno scelto di vaccinarsi, ma rivendichiamo pari libertà per quanti hanno invece fatto un’altra scelta” ha detto il presidente fogolarista, accompagnato da qualificata rappresentanza sociale formata dalle combattive caposezione udinesi sig.ra Anna Rosa Caeran e sig.ra Marisa Celotti. Con soddisfazione della delegazione civista, in tanti, da tutto il Friuli, si sono voluti complimentare per la presenza così autorevole dell’insegna guerresca della Friulanità, portata in corteo fieramente anche da altre rappresentanze di manifestanti. Autocompiacimento perverso è quello dei non pochi i friulani che accreditano di sé l’idea di un popolo eternamente sottomesso ad autorità e padroni, tale da immortalarsi un tempo nell’ora inusuale saluto ‘comandi’, non meno servile del veneto eppoi italiano ed internazionale ‘ciao’ha rimarcato il leader del Fogolâr Civic: “Questa cosiddetta ‘bandiere di vuere’, oggi considerata insegna di lotta della mai spenta nazione friulana, dei diritti fondamentali e della dignità della sua gente, vessillo ispirato ad antichi simboli di Aquileia, città sacra all’aquila di Giove e delle legioni popolari di Mario, urla forte al vento l’idea di un Friuli altro: non una becera, moderna, accozzaglia di ‘massepassûts’, benpensanti ignavi ed egoisti, crumiri ossia schiavi furbeschi e felici, spensierati e squallidi ‘figli di papà’ altrettanto squallidi, ma una gente gagliarda, idealista, orgogliosa, degna dell’epica più che della Storia. Quel rosso, colore del ‘paludamentum’ ossia del mantello del nostro Cesare, padre di questa nostra piccola nazione, è, da tempi remoti, celebrato simbolo di sovranità: una sovranità di cui ogni cittadino dovrebbe oggi essere partecipe democratico e civile. Soltanto un auspicio, questo, ora, in Italia: non una realtà!”. Un’occasione, quindi, per i fogolaristi, anche “per portare ovvero riaccendere un orgoglio friulano davvero civista tra la popolazione, attorno ad un tema, quale la difesa delle libertà civiche, che nella vicenda storica locale ha radici estese e davvero profondissime, utili a sostenere le battaglie del presente che, come le antiche, quelle della plebe romana contro la tirannia dei patrizi e dei loro manutengoli, sono locali e universali ad un tempo!”. A tal proposito, il presidente prof. Travain ha anche rimarcato che “chi credeva che il Fogolâr Civic fosse cenacolo di meri e disimpegnati amanti della Storia passata senza traduzioni nell’attualità si sbagliava sapendo di sbagliare: i principi, infatti, di quell’“alleanza culturale e programmatica che promuova uno spirito civico difensivo e il miglioramento civile e morale della società, radicato nei valori dell’Uomo e della Natura da ricercare nella tradizione locale e da rinnovare”, sanciti dalla “Costituzione Morale” del movimento oltreché da trent’anni di onorata attività sul campo, non lasciano dubbi sulle intenzioni e sull’identità del nostro agire culturale! Storia e cultura al servizio delle civiche libertà, altrimenti sono orpelli inutili!”.

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