EuroAquileienses 28.07.2021/I (fur)

Note FOGOLÂR CIVIC pe stampe taliane – Udin, 28 Lui 2021

RICORDATE A UDINE LE “TERMOPILI” DI SAN NICOLÒ DI COCCAU CONTRO I TURCHI

Decennale delle rimembranze rinnovate da Fogolâr Civic e Academie dal Friûl. Il presidente sociale, prof. Travain: “Udine si ripropone come ‘nuova Aquileia’ internazionale anche ricordando le glorie dei suoi popoli!”.

Ad accompagnare un mazzo di fiori con i colori di Aquileia e Carinzia, deposto presso un bassorilievo raffigurante san Nicolò nella cappella della Madonna della Divina Provvidenza, nel duomo di Udine, una piccola targa recante dedica in friulano e italiano: (Versione friulana) Sot di cheste inficje di sant Nicolau, venerât di secui in chest dom di Udin ‘Aquilee gnove’, il Moviment Civic Culturâl Alpin-Adriatic ‘Fogolâr Civic’ e il Circul Universitari Furlan ‘Academie dal Friûl’ ve che a ricuardin i sîscent eroics de int di Carantanie, che, juste a Cocau, ai 27 di Lui 1478, strets ator de locâl gleseute di sant Nicolau, si àn metût di traviers dai Turcs che a vignivin indevant tal cûr de Europe aquileiese nestre, restâts tresinte copâts e ancjemò dismenteâts te cripte dal templut alpin. Fradis furlans par lidrîs e culture a fasin onôr tal aniversari. Udin, ai 27 di Lui 2021 / (Versione italiana) Presso quest’effigie di san Nicolò, venerato da secoli nel duomo di Udine ‘nuova Aquileia’, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico ‘Fogolâr Civic’ e il Circolo Universitario Friulano ‘Academie dal Friûl’ sono a ricordare i seicento eroi del popolo carantano, che, a Coccau, il 27 luglio 1478, stetti attorno alla locale chiesetta di san Nicolò, contesero il passo all’avanzata turca nel cuore della nostra Europa aquileiese, rimanendo trecento sul campo, ancora dimenticati nella cripta del tempietto alpino. Fratelli friulani per matrice e cultura rendono omaggio nella ricorrenza. Udine, 27 luglio 2021”. In calce, l’“Avôt”, la preghiera laica del Fogolâr Civic, in lingua friulana, l’idioma romanzo di Madre Aquileia, dedicata al ricordo dei caduti per la patria nell’Europa aquileiese, approdo storico alpino-adriatico dei grandi miti eroici dell’Egeo. “Lum nestre di vite, fâs che tes venis de nestre memorie mai no si sfanti il ricuart di chel sanc nocent e gloriôs spandût jù pai secui in tantis Termopilis su cheste crosere antighe di Europe che e ten par sô mari Aquilee regjine, nobil umôr tornât indaûr a Mediterani e Mâr Neri, grim de sô liende prime, dutune cun aghis che a smontin rampidis dai crets vuardiâts des stelis alpinis!” (tra. it. Lume nostro vitale, fa’ che nelle vene della nostra memoria non debba svanire il ricordo del sangue innocente e glorioso versato nei secoli in tante Termopili su questo antico crocevia d’Europa che vuole Aquileia sovrana per madre, nobile linfa restituita a Mediterraneo e Mar Nero, grembo del suo primo epos, insieme alle acque che scendono limpide da rocce sorvegliate dalle stelle alpine). Al mesto momento commemorativo, nel duomo della “nuova Aquileia” udinese, una qualificata delegazione di Fogolâr Civic e Academie dal Friûl, con il presidente di ambedue i sodalizi prof. Alberto Travain; la vicaria prof.ssa Renata Capria D’Aronco, anche leader del Club per l’Unesco di Udine oltreché prefetto del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Cipro, Rodi, Malta e San Pietroburgo; la segretaria fogolarista sig.ra Iolanda Deana; la soprintendente sig.ra Marisa Celotti; la cerimoniera sig.ra Renata Marcuzzi; le gonfaloniere sig.ra Anna Rosa Caeran, sig.ra Milvia Cuttini e prof.ssa Luisa Faraci; gli studenti Riccardo Cutrino e Daniele Lizzi. Rinnovando iniziativa sociale rimontante al 2011, detti sodalizi, hanno ricordato così la battaglia di San Nicolò o dei Goggauer Wiese ovvero di Kokova nella Val Canale, dove nel 1478, come alle Termopili di Grecia, un manipolo di coraggiosi, guidato da un proprio “Leonida” valligiano di nome Mattia, condottiero del piccolo esercito di una repubblica di contadini e minatori carinziani sorta per difendere la moneta locale aquileiese unitamente agli interessi popolari, tentò d’impedire all’invasore turco, calato dal Predil sul Tarvisiano, l’accesso alle valli ivi confluenti. Sotto il campanile di Coccau riposano ancor oggi le spoglie di trecento di quegli eroi che, allora abbandonati dalle autorità e dai loro stessi compaesani, scelsero di morire sul campo a difesa della patria e dell’onore.

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