Fogolâr Civic against Austrian Jobs Act

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FOGOLÂR CIVIC press release (to the Italian press) – Udine, 6 July 2018

JOBS ACT” AUSTRIACO CRITICATO DAL FOGOLÂR CIVIC

Il movimento civista-euroregionalista friulano perplesso di fronte alla nuova legge varata da Vienna in materia di lavoro. Il leader prof. Travain: “Pare un favore agli imprenditori contro gli operai: i popoli d’Austria sappiano resistere!”

Non piace il nuovo “Jobs Act” austriaco al Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”. “Sinora in Austria la giornata lavorativa era di 8 ore mentre la settimana era di 40 sebbene già fosse consentito alle aziende di far lavorare i propri dipendenti fino a 10 ore al giorno e fino a 50 settimanali, previa contrattazione con i consigli dei lavoratori. Ora, il 5 luglio 2018, il Parlamento austriaco ha approvato una legge che prevede una facoltativa estensione della giornata lavorativa a 12 ore e della settimana a 60, a discrezione degli impreditori e facoltativa per i sottoposti! Avranno davvero, di questi tempi, i singoli lavoratori, la forza di condizionare a proprio favore il contratto di lavoro, visto che a ciascuno – non alle relative rappresentanze di categoria – la legge attribuisce specificamente il diritto di contrattare le proprie condizioni d’assunzione?”. Perplessa la Presidenza del movimento euroregionalista friulano che parla, da Udine, di “più o meno esplicito favore agli imprenditori contro gli operai”. “Dov’è il patriottismo austriaco di Kurz, del suo Governo, di quel Parlamento che ne avallato gli intenti?” si chiede il presidente del Fogolâr Civic, prof. Alberto Travain: “’Difesa’ l’Austria dagli immigrati, chi potrà ‘difenderla’ dai suoi ‘sorestants’ – detta nella lingua di Madre Aquileia –, dalle sue “Behörden”, dalle sua autorità?”. “Un caloroso invito ai popoli dell’Austria, alto-austriaco, basso-austriaco, burgenlandese, carinziano, salisburghese, stiriano, tirolese, viennese, vorarlberghese, a difendere principi fondamentali di civiltà europea affermati attraverso plurisecolari lotte sociali. Ciò detto nel quadro di una fratellanza mitteleuropea che non può vedere insensibile il migliore civismo friulano di fronte a montanti crucci tra le genti sorelle d’Oltralpe!”.

 

 

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