Forescj candidâts a Strasburc pe Alte Adriatiche

Note FOGOLÂR CIVIC pe stampe taliane – Udin, 17 Mai 2019

CAPILISTA FORESTIERI IN CERCA DI VOTI TRA I POPOLI DEL NORDEST

Il Fogolâr Civic friulano si appella all’orgoglio “identitario” ferito dei cittadini di Emilia – Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino – Alto Adige e Veneto chiamati ad eleggere il Parlamento europeo: “Fate pesare il vostro voto alle urne oppure negatelo responsabilmente!”

Cosa c’entrano culturalmente i milanesi Silvio Berlusconi (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega Salvini Premier), il torinese Marco Rizzo (Partito Comunista), i romani Carlo Calenda (Partito Democratico), Simone Di Stefano (Casapound Italia – Destre Unite), Roberto Fiore (Forza Nuova) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), la frusinate Manuela Malandrucco (PPA Movimento Politico Pensiero Azione), il napoletano Cristiano Ceriello (Partito Animalista), pur autorevoli capilista delle rispettive forze politiche presenti alle elezioni europee del 26 maggio 2019 nella circoscrizione alpino-adriatica, con i popoli emiliano-romagnolo, friulano-giuliano, trentino-tirolese, veneto? A tal punto questi nostri popoli paiono non richiamare al dovuto rispetto per la propria specifica identità, per cui non sembra nemmeno opportuno che il capolista locale di un partito ‘nazionale’ debba essere persona del luogo? Chi ancora crede che l’Italia e l’Europa non possano esistere se non nel pieno riconoscimento concreto dell’identità e della dignità delle ‘piccole patrie’ faccia pesare il suo voto alle urne oppure lo neghi responsabilmente!”. Appello, quindi, all’orgoglio identitario di ciò che resta della coscienza di ciascuna delle genti storiche dal Rubicone all’Isonzo, da parte del leader del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, prof. Alberto Travain: Come presidente di un sodalizio civista ed euroregionalista storicamente apartitico, non darò certo indicazioni di voto. Ciò non significa rinunciare, però, a richiamare l’opinione pubblica ad un presidio serrato intorno a legami antichi di comunità, da vivere, certo, in maniera inclusiva, aggiornata, laica, cosmopolita, ma irriducibile nella perseveranza a loro difesa!”. Prevenendo chi ventilerebbe l’accusa di razzismo o di campanilismo nei riguardi di queste posizioni, il prof. Travain replica : “Chiamiamolo pure coscienza e senso dell’onore di un territorio e della sua gente, quindi inoppugnabilmente un valore!”.

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