Mittel-Europe furlane cuintri des mafiis: “O vin di sei drastics e fanatics!”

Note FOGOLÂR CIVIC pe stampe taliane – Udin, 21 Fevrâr 2020

DA UDINE “CHIAMATA ALLE ARMI” CONTRO LE MAFIE NELLA MITTELEUROPA RICORDANDO KUCIAK

Sotto il simbolo della “Medusa Aquileiensis” ed il motto “fides” inneggiante alla tenacia del popolo della prima metropoli centroeuropea, il movimento culturale del Fogolâr Civic ha commemorato il secondo anniversario dell’assassinio, nel 2018, del giovane giornalista slovacco che indagava sugli intrallazzi tra governi e malavite locali ed internazionali. Il presidente sociale prof. Travain: “Sì agli estremismi contro le culture mafiose che attentano alla serenità della nostra convivenza civile! L’intolleranza si fa virtù contro le criminalità organizzate!”.

Una ‘chiamata alle armi’ contro le mafie, in senso figurato, ma non meno grave, per tutti i cittadini della Mitteleuropa onesti ed amanti di giustizia, ordine ed armonia, friulani compresi, anzi in prima linea, come primogeniti della battagliera Aquileia, capitale antica del territorio: questo deve essere l’anniversario dell’assassinio, nel 2018, del giovane giornalista slovacco che validamente, nel suo Paese, indagava sugli intrallazzi tra governi e malavite locali ed internazionali!”. Per omaggiare la memoria di Jan Kuciak, venerdì 21 febbraio 2020, una delegazione del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” si è ritrovata, anche quest’anno, a Udine, presso le porte di ferro del municipio, sotto il motto “fides” inneggiante alla storica tenacia del popolo della prima metropoli centroeuropea di cui, da sempre, il capoluogo friulano si riconosce erede, per un momento di testimonianza con ostensione dell’insegna, particolarmente significativa, della “Medusa Aquileiensis”, apotropaica effige della Gorgone, tratta dal foro di Aquileia romana, simbolo adottato lo scorso anno e promosso come pregnante logo dell’auspicata rivolta civica contemporanea contro la criminalità organizzata tra Danubio e Adriatico. Sì agli estremismi contro le culture mafiose che attentano alla serenità della nostra convivenza civile! La moderazione non è giustificabile, ma quinta colonna per neutralizzare la giusta reazione delle popolazioni contro il maggiore cancro intaccante la nostra sicurezza e la nostra civiltà, che non è solo affare per magistratura e forze dell’ordine, ma, culturalmente, di ogni buon cittadino, sacra, ancestrale, difesa della patria!”. Così, il presidente del Fogolâr Civic, prof. Alberto Travain. Abbassare la guardia, ad ogni livello, significa tradire. Dobbiamo essere acerrimi, intolleranti con le malavite. In questo caso, l’intolleranza può diventare addirittura una virtù, checché ne dicano i soliti buonisti, solitamente inconcludenti e deleteri! L’orgoglio civico delle nostre terre possa farsi collante ed antemurale identitario terribile ed impermeabile contro infiltrazioni ed iniziative malavitose ossia i nuovi Barbari, quelli veri!”. Con il prof. Travain, presenti i militanti fogolaristi sig.ra Iolanda Deana, segretaria sociale; sig. Giuseppe Capoluongo, sig.ra Marisa Celotti, sig.ra Milvia Cuttini, sig.ra Rosalba Meneghini.

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