The democratic lesson of the historical boroughs of Udine

FOGOLÂR CIVIC press release (to the Italian press) – Udine, 22 April 2019

L’ANTICA DEMOCRAZIA DEI BORGHI UDINESI SIA UNA LEZIONE PER LA POLITICA E LA CITTADINANZA DI OGGI!”

Ricordando la storia del Borgo Pracchiuso a Udine, presso il tiglio che la commemora all’ingresso del Teatro Nuovo, in occasione delle celebrazioni spontanee della festa nazionale friulana, il Fogolâr Civic ha rinnovato il proprio disappunto per l’affossamento delle tradizioni rionali democratiche della città, disposto dall’Amministrazione locale attraverso la creazione di Consigli di Quartiere di nomina municipale.

Quarta tappa delle celebrazioni spontanee udinesi della festa nazionale friulana daprile, dedicate alle radici di democrazia dell’antica capitale del Friuli, segnatamente rappresentate dalla storia delle “vicinie” o Comuni rustici del suburbio. Sabato 20 aprile 2019, dunque, è stata la volta delle rimembranze che il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico Fogolâr Civicha dedicato alla comunità storica di Borgo Pracchiuso ovvero Cividale, rievocandone le vicissitudini presso il tiglio ad essa intitolato nel 2001, grazie alla collaborazione del compianto sodale Ermes Candido, e ripiantumato, una prima volta, nel 2002, dopo proditorio espianto, ripetuto e seguito, nel 2011, da nuova piantumazione nell’area verde di fronte al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”. “Se ‘la Storia è maestra di vita’, come affermava giustamente Cicerone, quella che noi siamo qui a ricordare ci richiama a radici e lezioni di democrazia rionale cui l’odierna Amministrazione udinese, sotto la direzione del sindaco in carica, prof. Pietro Fontanini, ha inferto una grave ‘pugnalata’ culturale ancor prima che politica, con la creazione di Consigli di Quartiere nominati d’ufficio dal municipio, ‘pugnalata’ inferta con la sorniona collaborazione di opposizioni di fatto consenzienti. Ecco, che, allora, ricordare le antiche nostre ‘vicinie’, il repubblicanesimo dei nostri borghi di un tempo, qualcosa, forse, di più serio delle sperimentate e non troppo rimpiante Circoscrizioni del Secondo Novecento, ci torna utile per riaffermare l’esistenza di uno spirito civico democratico quanto meno nell’identità storica di una cittadinanza udinese in gran parte attualmente priva di una coscienza civile collettiva davvero radicata nella conoscenza della vicenda e dei valori del territorio. La semplice nozione, poi, di come originariamente queste comunità locali si siano potute alla fine comprendere nella città, salve autonomie e democrazie autoctone, poteva e potrebbe positivamente incidere in sede di definizione di una qualche forma di area metropolitana udinese, persa oramai l’occasione rappresentata dalle pur maldestre Uti od Unioni Territoriali Intercomunali istituite dalla passata Amministrazione regionale. ‘Nuie di fâ!’”. Così ha detto il leader del Fogolâr Civic, prof. Alberto Travain, parlando alle rappresentanze sociali convenute. Presente il cameraro dell’Arengo popolare udinese, prof.ssa Renata Capria D’Aronco, massima autorità elettiva del civismo locale, oltreché presidente del Club per l’Unesco di Udine e priore nazionale del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Cipro, Rodi, Malta e San Pietroburgo, che ha sottolineato l’importanza testimoniale di una proposta socioculturale come quella Fogolâr Civic. Tra le rappresentanze arengarie, anche il procuratore dott.ssa Maria Luisa Ranzato ed i consiglieri popolari rionali sig.ra Iolanda Deana e prof.ssa Luisa Faraci, oltre al prof. Travain, cancelliere del civico congresso. Del “cjavedâl” o gruppo operativo del Fogolâr Civic, anche le fedelissime maestra Manuela Bondio, sig.ra Marisa Celotti, sig.ra Milvia Cuttini, sig.ra Renata Marcuzzi, sig.ra Luigina Pinzano, sig.ra Paola Taglialegne e sig.ra Mirella Valzacchi. Rappresentati, inoltre, il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, il Coordinamento Euroregionalista Friulano “Europa Aquileiensis” e il Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione”. Tra i presenti, anche il prof. Giorgio Vello, noto docente, intellettuale, uomo politico, già amministratore comunale, intervenuto per dichiarato amore nei riguardi del proprio borgo e della sua storia.

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