Udin: 90 agns di un benemerit “scartât”

Note FOGOLÂR CIVIC pe stampe taliane – Udin, 1 Avost 2020

DON TARCISIO BORDIGNON: 90 ANNI DI DONO AL PROSSIMO

Civismo udinese sotto la Loggia del Lionello telefona e scrive all’anziano religioso isolato presso la Fraternità Sacerdotale per formulargli i migliori auguri ed esprimergli la vicinanza della società civile cittadina in occasione del novantesimo suo compleanno. Travain (Fogolâr Civic): “Esempio raro di Chiesa aperta non soltanto al mondo ma effettivamente anche al territorio!”.

Par pre Tarcîs Bordignon che a ‘nt finìs vuê 90 / direzion: là che lu àn imbusât la predaçarie e cumò in clausure par vie dal Covid19… / Udin, ai 31 di Lui 2020 sot de Loze dal Lionel / Amì reverendissim, finîts 90 dal So grant spieli di testemoneance su cheste Tiere, o volìn che Al sepi juste ce biele lezion di vite, di umanitât e di civiltât, che nô e chest biât popul che o vignìn fûr, ancje tant salvadi, si à vût la gracie dal util esempli. Chel Diu, che Si impâr di lidrîs e motôr, in chest mont, di ogni robe, che Si tegni in bon e che Al movi a pro. / prof. Alberto Travain dean di Moviment Civic Culturâl Alpin-Adriatic “Fogolâr Civic” / Circul Universitari Furlan “Academie dal Friûl” / dutune cun rapresentancis di Club pe Unesco di Udin / Sovran Ordin di Sant Zuan di Jerusalem, Cipri, Rodi, Malte e Sant Pieri di Russie / Coordenament Euroregjonalistic Furlan “Europa Aquileiensis” / Coordenament Citadin dal Borc de Stazion di Udin / Fradaie dal Crist & Cjamerarie dal Renc”. Questo il testo della lettera, in lingua friulana, che una rappresentanza della più battagliera e qualificata società civile della Capitale del Friuli Storico, riunita sotto la Loggia del Lionello, ha voluto sottoscrivere, venerdì 31 luglio 2020, all’indirizzo del benemerito don Tarcisio Bordignon, palmarino, noto benefattore sociale e cappellano onorario del Fogolâr Civic, in occasione del suo novantesimo compleanno. La delegazione, riunitasi, nella calura estiva, su convocazione del presidente fogolarista udinese, prof. Alberto Travain, ha telefonato, seduta stante, all’anziano sacerdote, segregato, causa pandemia Covid19, presso le strutture di ricovero senile della locale Fraternità Sacerdotale. “Un piccolo, umano, ‘bagno di folla, come ai vecchi tempi: quelli di un grande e accogliente pastore di una popolosa parrocchia del suburbio. Accogliente non solo, come va di moda, nei confronti degli immigrati, cosa nella quale si è certo distinto, ma anche pronto all’ascolto ed aperto agli stimoli del territorio, fatto non usuale in ambito udinese” ha commentato Travain. Ai suoi estimatori del civismo locale – tra le firme in calce alla citata lettera, redatta dal leader del Fogolâr Civic, figurano quelle di Manuela Bondio, Giuseppe Capoluongo, Renata Capria D’Aronco, Marisa Celotti, Milvia Cuttini, Iolanda Deana, Rosalba Meneghini, Luigina Pinzano, Mirella Valzacchi – don Tarcisio, commosso ma lucidissimo, ha detto di offrire la sua solitudine e la sua sofferenza per la vita della Chiesa intesa come comunità dei cristiani. “Siamo molto critici riguardo ai modi con cui la Curia udinese ha agito nei suoi confronti, scindendo nei fatti brutalmente i suoi legami con quella stessa comunità parrocchiale che onorevolmente aveva guidato e fatto progredire per quarantott’anni. Abbiamo deciso di non mobilitare direttamente, nei termini consoni, solo per rispetto del comunque non condiviso spirito di obbedienza ecclesiastica in cui l’anziano ex parroco si riconosce. Vi sarà il tempo debito. Don Tarcisio è stato il classico prete i cui buoni uffici Santa Romana Chiesa utilizza ampiamente per batter la cassa dell’8×1000 ma che decisamente ed incredibilmente non ha saputo, come avviene spesso, valorizzare anche nell’età più tarda. Laicamente parlando, a rigor di logica, che senso ha effettivamente la Chiesa di un Dio incarnato nell’Uomo se effettivamente poi non riconosce e non si fa interprete, custode, garante, dei sentimenti umani più profondi? Ma, per il momento, finiamo qua!” ha chiosato il tutto il presidente Travain.

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